paradosso del gatto di Schrödinger

Il paradosso del gatto Schrödinger venne ideato da Erwin per dimostrare come l’interpretazione classica della meccanica quantistica risultasse essere incompleta quando doveva descrivere sistemi fisici in cui il subatomico interagisce con il macroscopico. Da quanto detto dal fisico austriaco:

“Si possono anche costruire casi del tutto burleschi. Si rinchiuda un gatto in una scatola d’acciaio insieme con la seguente macchina infernale (che occorre proteggere dalla possibilità d’essere afferrata direttamente dal gatto): in un contatore di Geiger si trova una minuscola porzione di sostanza radioattiva, così poca che nel corso di un’ora forse uno dei suoi atomi si disintegra, ma anche in modo parimenti verisimile nessuno; se ciò succede, allora il contatore lo segnala e aziona un relais di un martelletto che rompe una fiala con del cianuro. Dopo avere lasciato indisturbato questo intero sistema per un’ora, si direbbe che il gatto è ancora vivo se nel frattempo nessun atomo si è disintegrato. La prima disintegrazione atomica lo avrebbe avvelenato. La funzione Ψ dell’intero sistema porta ad affermare che in essa il gatto vivo e il gatto morto non sono stati puri, ma miscelati con uguale peso”

…dopo un certo tempo il gatto ha la stessa probabilità di essere morto quanto l’atomo di essere decaduto…questo perchè fino al momento in cui noi non andiamo ad aprire la scatola, cioè fino a quando non andiamo ad osservare cosa accade nella scatola, il gatto resta sia vivo che morto.

Applicando ciò ad una particella elementare, questa si può trovare in diverse posizioni allo stesso tempo e con differenti di quantità di energia nello stesso istante!

Le particelle subatomiche sono delocalizzato nello spazio e nel moto, e per questo si comportano come se stessero in più posizioni nello stesso momento. Tuttavia!, ogni volta che si osserva la particella in un esperimento questo modifica il livello energetico, la quantità di moto e la posizione della particella stessa che verrà osservata proprio alle condizioni “modificate” dall’azione fatta per osservarla!.

tornando quindi al gatto, fino a quando l’atomo radioattivo non si disintegra per permettere di emettere il cianuro, il gatto è sicuramente vivo, viceversa al suo decadimento il gatto morirà…tuttavia se no si apre il contenitore non potremo mai sapere qual’è stato il destino dell’animale…quindi bisogna considerarlo al 50% vivo e al 50% morto…Il paradosso sta proprio qui m perchè fino a quando non si compie l’osservazione il gatto si può descrivere sia come vivo e sia come morto in quanto solo l’ossservazione permetterà al sistema di uno stato determinato e coerente!

Ragionando semplicemente possiamo constatare che , nel mondo microscopico ogni singola particella si comporta individualmente ed è delocalizzata…nel mondo mascroscopico invece una singola particella non si comporta come un aggregato di particelle che azzera la posizione e le caratteristiche individuali della singola particella. Questo fenomeno è detto “decoerenza” e conferisce a tutto il mondo macroscopico le proprietà che conosciamo, se non fosse così non potremmo vedere, pensare ecc.;

Possiamo quindi dire che nel mondo microscopico una particella in un determinato si può comportare come particella materiale o come onda che trasporta energia; mentre per un corpo macroscopico è “altamente improbabile” che riesca a comportarsi in un determinato momento come un’onda vera e propria!

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